Lo scienziato Grigori Grabovoi: “Ho la cura per il Coronavirus”

Lo scienziato Grigori Grabovoi: “Ho la cura per il Coronavirus”

Nato in Kazakistan nel 1963, Grigori Petrovich Grabovoi è u... ▼

Nato in Kazakistan nel 1963, Grigori Petrovich Grabovoi è uno scienziato russo di fama internazionale, esperto di matematica e meccanica dei sistemi, che da molti anni collabora con le maggiori agenzie spaziali del mondo, grazie anche a comprovate doti di chiaroveggenza, che gli consentono di individuare e risolvere in remoto i problemi meccanici dei velivoli orbitanti intorno alla Terra (MIR e Shuttle Atlantis fra le missioni con cui ha collaborato). Grazie a tali doti, che Grabovoi tuttavia riscontra regolarmente anche tramite una sperimentazione scientifica, egli ha acquisito una notevole fama nella previsione delle catastrofi ambientali, brevettando altresì tecnologie e metodologie applicabili alla medicina e allo sviluppo del potenziale umano (sequenze numeriche, pilotaggio della realtà, dispositivi PRK-1U ed altre). Va tuttavia ricordato che nel 2008, in seguito alla sua candidatura alle elezioni politiche russe contro Dimitri Medvedev, candidato sostenuto da Vladimir Putin, Grabovoi è stato fatto oggetto di una vasta campagna diffamatoria in Russia. Oggi vive a Belgrado, collaborando con l’agenzia spaziale spagnola e continuando la propria ricerca per la prevenzione e la cura delle minacce ai sistemi della vita umana sul pianeta.

La notizia è di quelle destinate a fare un certo scalpore, in un momento in cui l’Italia e il mondo intero aspettano col fiato sospeso una soluzione per il flagello del Coronavirus. A raccoglierla è stata Giulietta Bandiera, giornalista di lungo corso, già autrice Rai, che giorni fa, in un’intervista esclusiva con lo scienziato russo, si è ritrovata a dover gestire un’informazione tanto inaspettata, quanto impegnativa.

“Da tempo avevo sentito parlare delle sequenze numeriche di Grabovoi – riferisce – un metodo per riequilibrare le frequenze dell’organismo per riportarlo in salute; perciò mi è venuta l’idea di domandare a Grabovoi un parere sulla questione del Coronavirus, per un articolo che stavo scrivendo per la rivista “Arte Medica”, che si occupa di medicine integrate e naturali, la cui pubblicazione era prevista per il numero di maggio 2020. Ho chiesto dunque a Luigi Stefano Candela, Presidente della Fondazione Grabovoi, che ha sede in Svizzera, di farmi da tramite

per un breve collegamento video, che avevo intenzione di pubblicare anche on line sul sito della rivista, preparandomi tuttavia a un no, o comunque ad una lunga attesa, dal momento che il personaggio in questione è considerato – a torto o a ragione – una sorta di “guru”, da un gran numero di persone in tutto il mondo. L’11 marzo scorso, invece l’intervista mi è stata accordata e mi sono collegata con Grabovoi, il quale, con la massima naturalezza, ha dichiarato non solo di aver già trovato la cura per debellare il virus, ma di essere pronto a metterla subito a disposizione della scienza per una regolare sperimentazione. Di fronte a una dichiarazione simile – aggiunge l’autrice dell’intervista – mi è venuto naturalmente il sospetto che potesse trattarsi dell’ennesima “boutade”, tesa a sfruttare la confusione generale e la necessità impellente di trovare una soluzione ad un problema che ci coinvolge tutti, nostro malgrado, molto da vicino. Ma proprio per questa ragione, forse, varrebbe la pena di indagare”.

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Il vaccino ed il medicinale per il Coronavirus devono ancora passare lo stadio della sperimentazione. È invece già disponibile grazie allo scienziato Grigori Grabovoi l’accesso tecnologico al dispositivo PRK-1U configurato per profili medici specializzato nel contrasto al coronavirus.

Nato in Kazakistan nel 1963, Grigori Petrovich Grabovoi è uno scienziato russo di fama internazionale, esperto di matematica e meccanica dei sistemi, che da molti anni collabora con le maggiori agenzie spaziali del mondo, grazie anche a comprovate doti di chiaroveggenza, che gli consentono di individuare e risolvere in remoto i problemi meccanici dei velivoli orbitanti intorno alla Terra (MIR e Shuttle Atlantis fra le missioni con cui ha collaborato). Grazie a tali doti, che Grabovoi tuttavia riscontra regolarmente anche tramite una sperimentazione scientifica, egli ha acquisito una notevole fama nella previsione delle catastrofi ambientali, brevettando altresì tecnologie e metodologie applicabili alla medicina e allo sviluppo del potenziale umano (sequenze numeriche, pilotaggio della realtà, dispositivi PRK-1U ed altre). Va tuttavia ricordato che nel 2008, in seguito alla sua candidatura alle elezioni politiche russe contro Dimitri Medvedev, candidato sostenuto da Vladimir Putin, Grabovoi è stato fatto oggetto di una vasta campagna diffamatoria in Russia. Oggi vive a Belgrado, collaborando con l’agenzia spaziale spagnola e continuando la propria ricerca per la prevenzione e la cura delle minacce ai sistemi della vita umana sul pianeta.

La notizia è di quelle destinate a fare un certo scalpore, in un momento in cui l’Italia e il mondo intero aspettano col fiato sospeso una soluzione per il flagello del Coronavirus. A raccoglierla è stata Giulietta Bandiera, giornalista di lungo corso, già autrice Rai, che giorni fa, in un’intervista esclusiva con lo scienziato russo, si è ritrovata a dover gestire un’informazione tanto inaspettata, quanto impegnativa.

“Da tempo avevo sentito parlare delle sequenze numeriche di Grabovoi – riferisce – un metodo per riequilibrare le frequenze dell’organismo per riportarlo in salute; perciò mi è venuta l’idea di domandare a Grabovoi un parere sulla questione del Coronavirus, per un articolo che stavo scrivendo per la rivista “Arte Medica”, che si occupa di medicine integrate e naturali, la cui pubblicazione era prevista per il numero di maggio 2020. Ho chiesto dunque a Luigi Stefano Candela, Presidente della Fondazione Grabovoi, che ha sede in Svizzera, di farmi da tramite per un breve collegamento video, che avevo intenzione di pubblicare anche on line sul sito della rivista, preparandomi tuttavia a un no, o comunque ad una lunga attesa, dal momento che il personaggio in questione è considerato – a torto o a ragione – una sorta di “guru”, da un gran numero di persone in tutto il mondo.

L’11 marzo scorso, invece l’intervista mi è stata accordata e mi sono collegata con Grabovoi, il quale, con la massima naturalezza, ha dichiarato non solo di aver già trovato la cura per debellare il virus, ma di essere pronto a metterla subito a disposizione della scienza per una regolare sperimentazione. Di fronte a una dichiarazione simile – aggiunge l’autrice dell’intervista – mi è venuto naturalmente il sospetto che potesse trattarsi dell’ennesima “boutade”, tesa a sfruttare la confusione generale e la necessità impellente di trovare una soluzione ad un problema che ci coinvolge tutti, nostro malgrado, molto da vicino. Ma proprio per questa ragione, forse, varrebbe la pena di indagare”.

http://med.grabovoi.tech (Link al quale è visibile la tecnologia di cui parla Grigori Grabovoi)

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