Ettore Majorana: l’uomo che sconfisse la materia

Ettore Majorana: l’uomo che sconfisse la materia

Ettore Majorana, chi era quest’uomo tanto enigmatico quant... ▼

Ettore Majorana, chi era quest’uomo tanto enigmatico quanto geniale? Nato il 5 agosto del 1906 a Catania, appena finiti gli studi classici al liceo si iscrisse ad ingegneria a Roma , dove chiese ed ottenne il passaggio allo studio della fisica pura, conseguendo sotto la direzione di Enrico Fermi una Laurea in fisica a pieni voti con lode. Durante il suo percorso da ricercatore si occupò principalmente dello studio della fisica nucleare e della meccanica quantistica relativistica, incentrandosi particolarmente sulle applicazioni nella teoria dei neutrini.

Era evidente che il giovane Mayorana avesse indubbie qualità fin da bambino, già a 5 anni faceva mentalmente calcoli matematici complicati. Facile quindi credere che alla giovane età di 31 anni gli fu assegnata la prestigiosa cattedra di fisica teorica all’università di Napoli.

Questo incarico però fu ricoperto dallo stesso Majorana per breve periodo, perchè da li a poco tempo dopo, più precisamente la sera del 25 marzo 1938, fece perdere le sue tracce, scomparendo non solo dalle scene accademiche ma allontanandosi fisicamente da ogni precedente legame acquisito, tantè che venne dichiarato dai mass media dell’epoca come scomparso nel nulla.Nonostante vari sforzi nelle ricerche sollecitate sia dallo stesso Enrico Fermi che lo ebbe ad allievo e di Mussolini che addirittura propose anche un premio di 30.000 di lire a chi ne avesse dato notizie, del Majorana non si ebbero più tracce però.

Da li tante ipotesi prive di fondamenta sono state formulate sul destino dello stesso Majorana, e tutto questo non ha fatto altro che accrescere il mistero della sua scomparsa.Tuttavia rimase solo alle cronache una testimonianza attendibile e comprovata, quella di Rolando Pelizza, un ex commerciante di calzature che entrò in contatto con Majorana nel 1958.

Pelizza aveva 20 anni e dopo un breve periodo di frequentazione con lo stesso, entusiasta per i rivoluzionari principi di matematica e fisica che gli furono esposti dal Majorana decise di seguirlo in quello che era il progetto di una macchina in grado di annichilire e trasmutare la materia.

Tra i due vi sono state numerose corrispondenze per mezzo lettera, che sono state autenticate come genuine, come anche foto e filmati, ben 30-40 anni dopo la scomparsa di Majorana ma attribuite da numerosi periti al medesimo.

L’aspetto più enigmatico della faccenda è che il Majorana a distanza di anni tra una foto e l’altra non sembra essere invecchiato, anzi nella corrispondenza con Pelizza sembra aver attuato “la fase 7” che prevede la traslazione della materia in un altra dimensione e nel tempo, cosa che spiegherebbe la straordinaria circostanza dei fatti.

Tra i due nacque negli anni un legame quasi fraterno, in quanto Pelizza è indicato dallo stesso Majorana come discepolo nel portare avanti il suo progetto; infatti laddove Majorana teorizzava e preparava il campo, dall’altro Pelizza ne era esecutore nella pratica e riuscì a convertire la teoria del primo, dando vita fisicamente alla macchina e sperimentandola, riuscendo a convertire in oro alcuni blocchi in pvc.

Tutto ciò è constatabile attraverso alcuni video dove è lo stesso Pellizza che dà vita all’esperimento in un garage di Barcellona nel 1992. Qui la relazione del perito che stabilisce la veridicità del filmato. Nel corso degli anni Pelizza, mise a disposizione la macchina di alcuni governi per dimostrazioni a fini benefici della stessa, ma questi governi rivelarono ben presto i loro scopi bellici rispetto a quello che poteva fare quell’invenzione e non se ne fece nulla.

Questo straordinario mistero sulla vita di Ettore Majorana e sulla realizzazione della macchina che avrebbe potuto cambiare il mondo da come oggi lo conosciamo ci rimanda ai poteri forti che non vogliono il cambiamento e il miglioramento delle società.

Anzi ci rendiamo perfettamente conto che certe scoperte, spesso e volentieri trovino prima applicazioni in ambito militare e poi successivamente e non sempre se ne studiano i potenziali benefici per le masse.

Laddove scoperta significa perdita di potere o perdita economica per per i poteri forti che governano il mondo ecco che questa non viene nemmeno presa in considerazione, basti constatare quante invenzioni a beneficio dell’umanità giacciono volutamente dimenticate negli archivi brevetti depositati in ogni stato della terra ed altre che per gli stessi motivi non hanno avuto compimento.

Ettore Majorana e lo stesso Pellizza sono portatori di un cambiamento, che la nostra società non è ancora pronta ad accettare, per questo crediamo a malincuore che questa straordinaria macchina resti incompiuta a danno dell’umanità,la quale è esurpata ancora una volta del diritto di progredire ed evolversi.

Nell’ultima lettera pubblicata e indirizzata ai governi Rolando Pelizza si dichiara amareggiato per non essere riuscito a mettere a disposizione questa macchina di cui ogni uomo dovrebbe poter godere.

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Ettore Majorana, chi era quest’uomo tanto enigmatico quanto geniale? Nato il 5 agosto del 1906 a Catania, appena finiti gli studi classici al liceo si iscrisse ad ingegneria a Roma , dove chiese ed ottenne il passaggio allo studio della fisica pura, conseguendo sotto la direzione di Enrico Fermi una Laurea in fisica a pieni voti con lode.

Durante il suo percorso da ricercatore si occupò principalmente dello studio della fisica nucleare e della meccanica quantistica relativistica, incentrandosi particolarmente sulle applicazioni nella teoria dei neutrini.

Era evidente che il giovane Mayorana avesse indubbie qualità fin da bambino, già a 5 anni faceva mentalmente calcoli matematici complicati. Facile quindi credere che alla giovane età di 31 anni gli fu assegnata la prestigiosa cattedra di fisica teorica all’università di Napoli.

Questo incarico però fu ricoperto dallo stesso Majorana per breve periodo, perchè da li a poco tempo dopo, più precisamente la sera del 25 marzo 1938, fece perdere le sue tracce, scomparendo non solo dalle scene accademiche ma allontanandosi fisicamente da ogni precedente legame acquisito, tantè che venne dichiarato dai mass media dell’epoca come scomparso nel nulla.

Nonostante vari sforzi nelle ricerche sollecitate sia dallo stesso Enrico Fermi che lo ebbe ad allievo e di Mussolini che addirittura propose anche un premio di 30.000 di lire a chi ne avesse dato notizie, del Majorana non si ebbero più tracce però.

Da li tante ipotesi prive di fondamenta sono state formulate sul destino dello stesso Majorana, e tutto questo non ha fatto altro che accrescere il mistero della sua scomparsa.Tuttavia rimase solo alle cronache una testimonianza attendibile e comprovata, quella di Rolando Pelizza, un ex commerciante di calzature che entrò in contatto con Majorana nel 1958.

Pelizza aveva 20 anni e dopo un breve periodo di frequentazione con lo stesso, entusiasta per i rivoluzionari principi di matematica e fisica che gli furono esposti dal Majorana decise di seguirlo in quello che era il progetto di una macchina in grado di annichilire e trasmutare la materia.

Tra i due vi sono state numerose corrispondenze per mezzo lettera, che sono state autenticate come genuine, come anche foto e filmati, ben 30-40 anni dopo la scomparsa di Majorana ma attribuite da numerosi periti al medesimo.

L’aspetto più enigmatico della faccenda è che il Majorana a distanza di anni tra una foto e l’altra non sembra essere invecchiato, anzi nella corrispondenza con Pelizza sembra aver attuato “la fase 7” che prevede la traslazione della materia in un altra dimensione e nel tempo, cosa che spiegherebbe la straordinaria circostanza dei fatti.

Tra i due nacque negli anni un legame quasi fraterno, in quanto Pelizza è indicato dallo stesso Majorana come discepolo nel portare avanti il suo progetto; infatti laddove Majorana teorizzava e preparava il campo, dall’altro Pelizza ne era esecutore nella pratica e riuscì a convertire la teoria del primo, dando vita fisicamente alla macchina e sperimentandola, riuscendo a convertire in oro alcuni blocchi in pvc.

Tutto ciò è constatabile attraverso alcuni video dove è lo stesso Pellizza che dà vita all’esperimento in un garage di Barcellona nel 1992. Qui la relazione del perito che stabilisce la veridicità del filmato.

Nel corso degli anni Pelizza, mise a disposizione la macchina di alcuni governi per dimostrazioni a fini benefici della stessa, ma questi governi rivelarono ben presto i loro scopi bellici rispetto a quello che poteva fare quell’invenzione e non se ne fece nulla.

Questo straordinario mistero sulla vita di Ettore Majorana e sulla realizzazione della macchina che avrebbe potuto cambiare il mondo da come oggi lo conosciamo ci rimanda ai poteri forti che non vogliono il cambiamento e il miglioramento delle società.

Anzi ci rendiamo perfettamente conto che certe scoperte, spesso e volentieri trovino prima applicazioni in ambito militare e poi successivamente e non sempre se ne studiano i potenziali benefici per le masse.

Laddove scoperta significa perdita di potere o perdita economica per per i poteri forti che governano il mondo ecco che questa non viene nemmeno presa in considerazione, basti constatare quante invenzioni a beneficio dell’umanità giacciono volutamente dimenticate negli archivi brevetti depositati in ogni stato della terra ed altre che per gli stessi motivi non hanno avuto compimento.

Ettore Majorana e lo stesso Pellizza sono portatori di un cambiamento, che la nostra società non è ancora pronta ad accettare, per questo crediamo a malincuore che questa straordinaria macchina resti incompiuta a danno dell’umanità,la quale è esurpata ancora una volta del diritto di progredire ed evolversi.

Nell’ultima lettera pubblicata e indirizzata ai governi Rolando Pelizza si dichiara amareggiato per non essere riuscito a mettere a disposizione questa macchina di cui ogni uomo dovrebbe poter godere.

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